Bio

muzzoman | 2006-11-10 16:17

Da dove comincio per scrivere un' autobiografia non banale?
Ci sono!! Comincio col dire chi non sono.....potrei elencare circa sei miliardi di persone viventi che non sono me, aggiungendoci quelli non più viventi dovrei cavarmela scrivendo nomi e cognomi, ventiquattrore al giorno per circa duecentomila anni, ma poi....il risultato sarebbe soddisfacente? Mah, forse no, mi sa che il sistema non funziona granchè.
Bene, come avrete capito la mia prima caratteristica è questo senso dell'umorismo un po' particolare, qualcuno lo trova divertente, la maggior parte delle persone non pensa neanche che appartenga al dominio dell'umorismo.
Nacqui ... in una fredda mattina di dicembre, luogo: costa ligure - Italia. Pare fosse lunedì e qualche malpensante insinua che questa coincidenza sia causa della mia scarsa propensione al lavoro.
Prodigio di bambino ma non bambino prodigio, frutto (im)maturo della scuola elementare di quella fucina di varia umanità che è Vallecrosia, giù giù per la Liguria fin quasi ad arrivare in Francia e ci siete; dunque, imparo a camminare e a parlare (nozioni basilari per diventare in seguito qualsiasi cosa) a leggere e scrivere (un bacio maestra Renza), imparo che ci sono i bambini e ... le bambine; per farla breve, tutte le cose importanti le ho imparate dai 0 ai 10 anni, tutto il resto è corollario.
Papà è Michele, mamma è Angela, fratello è Walter o meglio Plinsky e, last but not least, nipote è Stefano o meglio Gnappo o anche Topetto. L'albero genealogico magari lo approfondisco un'altra volta va.
Dei primi 10 anni ho detto, dei successivi 10 quasi quasi manco ne parlo, ma sì un po' sì dai, allora: scuole medie e superiori, ben quattro scuole superiori diverse, una bocciatura, qualche fidanzatina, fidanzatona e fidanzatella, molte, molte, molte certezze...grazie a Dio le certezze ho superate con la maturità, quella vera non quella scolastica.
Qui comincio a manifestare, verso il terzo lustro di vita, una malsana propensione per le cose un po' "oltre", nel senso di tutto ciò che una normale persona di buonsenso considera inutile o perlomeno futile, la musica, la letteratura, la filosofia, la matematica, la solitudine....ho elencato solo cose femminili, bizzarro no?! Insomma, come ogni adolescente in cerca di identità davo testate a casaccio procurandomi una serie di bozzi più o meno evidenti e più o meno duraturi, fondamentalmente però, ho sempre evitato di dare capocciate nello stesso posto dove le davano gli altri, forse chi dice "usa la tua testa" si riferisce a questo?
[ ... omissis.... anni ... ovvero: poi qui ci aggiungo quello che manca, ora non ne ho voglia]
Volendo evitare l'aneddotica, anche perchè la vanità non fa parte dei miei vizi, voglio invece fare un cenno sulle persone che hanno avuto ed hanno ancora un'importanza fondamentale nella mia esistenza.
Di papà, mamma e fratello ho già detto, veniamo alle amicizie più importanti, ne cito solo due perchè sarebbero molte di più, ma "I Pigniaschi" rappresentano qualcosa che va al di là dell'amicizia, quindi Amedeo "Zimmo" e Gian Paolo "Pedro",in rigoroso ordine alfabetico non me ne vogliano tutti gli altri a cui voglio bene, sono semplicemente i miei due "fratelli aggiunti" da tanti, tanti (quanti!!!) anni.
Amori? Mhh, parola grossa!! Diciamo che il lato sentimentale è sempre stato un po' tormentato e per quantità, ma soprattutto per qualità, il fatto è che adoro le persone particolari e le persone particolari per il solo fatto di esserlo hanno sempre un carattere molto definito, ciò porta inevitabilmente a forti attrazioni e ad altrettanto forti repulsioni. Di tutte le mie relazioni posso dire chene siano rimaste solo tre da considerare degne di essere ricordate, e qui in rigoroso ordine cronologico: ErreGi (non chiedetemi di pù), Laura "Pina" e Patrizia (lei meriterebbe una pagina tutta sua e non è detto che non la faccia). Beh mi sembrano abbastanza no?! Considerato il fatto che non è certo il fisico dell'attore di fiction che la natura mi ha assegnato.
Passioni: ah come mi piace questa parola....passione! Innanzitutto la musica, ascoltarla, scriverla, suonarla, sognarla; il mio grande rimpianto, non averci creduto prima, pensando fosse una cotta e invece era amore...vabbè sarà per la prossima vita.
Per una serie di circostanze mi sono invece ritrovato a scrivere programmi per computer, programmatore, ma io preferisco dire sviluppatore. Anche se spesso ho affermato il contrario, in fondo mi piace farlo, è un lavoro creativo e, per come me lo sono organizzato io, mi consente di non avere capi..... mai sopportato gli ordini.
I libri...quanto mi piace leggere, di tutto, leggo anche i dizionari. Dovendo proprio sbilanciarmi preferisco la saggistica (soprattutto matematica, fisica, musicologia, storia, filosofia) e per la narrativa e la poesia, i classici, questa volta in ordine sparso: Dickens, Leopardi, Hesse, Borges, Shakespeare, Pirandello, se me ne vengono in mente altri li aggiungo.
Il Brasile e il Tibet, non sono mai stato nè qui nè là, ma del primo mi piace il calore, la musica, la malinconia mista all'allegria, in una parola la sensualità; del secondo sogno il silenzio, la lentezza, i modi gentili della gente i cori dei monaci, il vento....
Non mi piacciono le persone "tutte d'un pezzo", io sono composto da migliaia di "pezzi" diversi, ognuno dei quali mi piace, molti non so neanche di averli e ogni tanto me ne scopro uno nuovo; c'è; un gioco di parole che adoro, era il titolo di un disco di Edoardo Bennato: ABBI DUBBI!
In ultimo un breve elenco delle cose che proprio non mi vanno giù, anzi, non abbiamo paura delle parole, le cose che veramente odio: il razzismo (c'è un noto partitucolo politico italiano che ne ha fatto la propria bandiera, ecco io sto dall'altra parte), la musica fatta da quelli che dicono "bella raga!" oppure "ci sto dentro", quelli che si picchiano perchè tifano squadre diverse (non necessariamente solo calcistiche), le figone e i figoni, convinti che il mondo sia stato fatto a loro misura e disposizione, chi non sa chiedere scusa quando fa un torto a qualcuno e su tutti, quelli che pensano che la violenza possa essere considerata una risposta valida da fornire.
Per adesso è tutto, quanto sopra non è definitivo, ovviamente, mi riservo la libertà di cambiare idea su una, due tre, quattro ..... cose, il mondo è bello con o senza Mauro Clementi, per quel che mi riguarda lo preferisco con!

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